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Megete
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mwbqMegete (mwbgin greco antico Μέγης?, Méghēs) o mwbwMege od anche mwcaMegete Fileide (mwcqin greco antico Μέγης Φυλεΐδης?, Méghēs Phyleìdēs) è un personaggio della mwcgmitologia greca che guidò un contingente da mwcwDulichio alla mwdaGuerra di Troiacite-ref-1[1].
Contents
• Note
• Fonti
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Mitologia
Genealogia e origini
Diverse sono le ipotesi, al contrario, sul nome della madre. Secondo una tradizione, egli era figlio di mwgaCtimene, figlia di mwgqLaerte e quindi sorella di mwggOdisseo. In tal modo egli veniva considerato nipote diretto dell'eroe. Un'ulteriore versione riferisce che il ruolo materno era attribuito a mwgwTimandra, figlia di mwhaTindaro e mwhqLeda e sorella di Elena e mwhgClitennestracite-ref-2[2]. Un'ultima tradizione afferma che Megete era figlio di una certa Eustiochecite-ref-igino1-3-0[3]. Megete aveva una sorella, Euridamia, moglie dell'indovino mwkaPolido.
Mege tra i "Pretendenti di Elena"
Alla morte del padre, Megete gli succedette nel regno, che comprendeva le isole fronteggianti le mwkwEchinadi, nel mwlamar Ionio. Le tradizioni non lo dicono sposato e ciò giustificherebbe il suo interesse verso la giovane figlia di Tindaro, Elena, la quale, non ancora in età da marito, era diventata comunque oggetto di corteggiamento ed offerte da parte dei sovrani di tutta la mwlqGrecia.
mwlwIgino, nelle sue Fabulae, nomina Megete proprio tra i corteggiatori della giovane.
(latino)
«...Menestheus, Machaon, Thoas, Vlixes, Phidippus, Meriones, Meges, Philoctetes.»
(italiano)
«...Menesteo, Macaone, Toante, Ulisse, Fidippo, Merione, Megete, Filottete.»
(Igino, Fabulae, 81.)
Grazie ad uno stratagemma di Odisseo, Tindaro riuscì a legare i pretendenti ad un giuramento, che li costringeva ad intervenire a favore dell'uomo che sarebbe stato prescelto come sposo della fanciulla. Quando le sorti caddero sul giovane mwmgMenelao, tutti i pretendenti, compreso Megete, furono costretti a non protestare e ad attenersi al patto.
Nella guerra di Troia
Megete comandava chi proveniva dalle isole Echine, portando con sé quaranta navi pronte per attaccare Troia, nel libro II dell'Iliade, nel "mwoqCatalogo delle navi" alleate. Ai suoi ordini erano anche i guerrieri provenienti dalla vicina isola di mwogDulichio, il cui re, Niso, non era stato tra i pretendenti di Elena (egli aveva un figlio, mwowAnfinomo, uno di quei giovani aristocratici che in seguito avrebbero aspirato alla mano di mwpaPenelope, i mwpqProci).
(greco antico)
«
Οἳ δ' ἐκ Δουλιχίοιο Ἐχινάων θ' ἱεράων
νήσων, αἳ ναίουσι πέρην ἁλὸς Ἤλιδος ἄντα,
τῶν αὖθ' ἡγεμόνευε Μέγης ἀτάλαντος Ἄρηϊ
Φυλεΐδης, ὃν τίκτε Διῒ φίλος ἱππότα Φυλεύς,
τῷ δ' ἅμα τεσσαράκοντα μέλαιναι νῆες ἕποντο.
»
(italiano)
«Ma quelli di Dulichio e delle sacre Echinadi
isole che son di faccia all'Èlide di là dal mare,
di questi era a capo Megete, simile ad Ares,
Fileíde, che il cavaliere Fileo generò, caro a Zeus.
Questo quaranta navi nere seguivano.»
Anche lo mwqaPseudo-Apollodoro afferma che la flotta di Megete era composta da quaranta navi,cite-ref-4[4]. Igino parla al contrario di sessanta navi.cite-ref-igino1-3-1[3]
Durante la guerra si distinse uccidendo con la lancia il figlio illegittimo di mwsgAntenore, mwswPedeo; inoltre colpì a morte Cresmo anche se per sbaglio, egli infatti voleva uccidere mwtaPolidamante. Dolope proprio in quel frangente cercò di approfittare di un suo momento di distrazione, lo colpì con la sua lancia ma la corazza, regalo di suo padre, resse e subito Megete lo uccise.
Nella guerra, Megete uccise un totale di otto guerrieri nemici.
2. Cresmo, guerriero troiano. (Omero, mwvaIliade, libro XV, versi 523.)
3. mwvgAnficlo, guerriero troiano. (Omero, mwvwIliade, libro XVI, versi 313.)
4. Agelao, guerriero troiano, figlio di Ippaso, arruolatosi nell'esercito di mwwqNaste, il capo della mwwgCaria. (mwwwQuinto Smirneo, mwxaPosthomerica, libro I, verso 279.)
5. Itimoneo, guerriero di mwxgMileto, alleato dei Troiani, presente nell'esercito di Naste. (Quinto Smirneo, mwxwPosthomerica, libro I, verso 279.)
6. Eurimene, guerriero troiano, amico di mwyqEnea. (Quinto Smirneo, mwygPosthomerica, libro X, versi 98 ss.)
8. Deiopite, guerriero troiano, figlio di mwaqPriamo. (Quinto Smirneo, mwagPosthomerica, libro XIII, versi 212.)
Interpretazione e realtà storica
Nell'Iliade quando Dolope venne ucciso si descrive che la cresta dell'elmo venne sporcata di sangue e quindi assunse il colore porpora, tale pratica in quel tempo era utilizzata per dei tessuti particolari.cite-ref-5[5]. In seguito Megete morirà anche se non viene descritto in alcun libro epico del mwcqciclo troiano il riferimento alla sua fine, che certo è avvenuta o nella famosa guerra od al ritorno in patria, oppure durante il viaggio verso casa dopo la caduta di mwcgTroia.
Note
cite-note-11. ↑ mweqPseudo-Apollodoro, Biblioteca, epìtome del libro 4, 3. 11
cite-note-22. ↑ Commento di Eustazio a Omero, pag. 305, 15.
cite-note-44. ↑ mwhgPseudo-Apollodoro, Epitome della mwhwBiblioteca, III, 10, 8.
cite-note-55. ↑ R. J. Forbes, Studies in Ancient Technology iv, Leiden 1956, pag 112-122
Bibliografia
Fonti
Traduzione delle fonti
• mwkwOmero, Iliade, quinta edizione, Bergamo, BUR, 2005, ISBN 88-17-17273-1. Traduzione di Giovanni Cerri
Voci correlate
Collegamenti esterni